SALE? MEGLIO POCO...

La foto mostra una carovana che nel Sahara affronta centinaia di chilometri per approviggionarsi di sale da consumare poi nella dieta di tutti i giorni.
Nonostante le difficoltà immense che questi popoli del deserto devono sopportare per avere a disposizione un componente fondamentale quale il sodio, nella nostra civiltà, è ormai assodato che un consumo eccessivo di sale può favorire l’instaurarsi di ipertensione arteriosa, soprattutto nelle persone predisposte.

È dimostrato che un elevato apporto di sodio (che è contenuto nel sale da cucina) aumenta il rischio di alcune malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni sia attraverso l’aumento della pressione arteriosa sia indipendentemente da questo meccanismo.

Dai grandi trials apprendiamo che la riduzione di sale nella dieta degli ipertesi, comporta una riduzione della PA massima mediamente di 5 mmhg e di 3 mmhg della PA minima.

L’OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità - raccomanda di non introdurre più di 2 grammi di sodio con la dieta giornaliera. Due grammi di sodio corrispondono a circa 5 grammi di sale da cucina pari all’incirca a quelli contenuti in un cucchiaino da the.